I sette errori più frequenti del web

I sette errori più frequenti del web

Errori frequenti, come evitarli

«Solo all’ uomo fra tutti gli esseri fu dato di parlare, perché solo a lui era necessario. Non era necessario parlare né agli angeli né agli animali inferiori: la parola anzi sarebbe stata data loro inutilmente, e la natura rifugge dal far cose inutili […]» Così scriveva Dante Alighieri quando si accinse al De Vulgari eloquentia (1303-6) per teorizzare le caratteristiche del “nuovo sole”, la lingua italiana che sarebbe divenuta lingua unitaria italiana a scapito del latino. Ma non temere, non voglio ora annoiarti con tutta la complessa storia linguistica italiana, voglio invece farti comprendere quanto in realtà il linguaggio possa rivelarsi un “utile” strumento se ben utilizzato nella nuova società telematica. Oggi tutti devono confrontarsi con la scrittura. Che si tratti di una e-mail, di una lettera di presentazione, di un curriculum, di un articolo o di un semplice post è molto semplice commettere errori.

Nell’era dei social in cui molti scrivono più di quanto leggono una comunicazione efficace e chiara è fondamentale per consentire all’ interlocutore di comprendere il nostro messaggio senza fraintendimenti.

E Tu, sei davvero sicuro di conoscerlo alla perfezione?

Sei una persona dalla penna creativa e tagliente, potrebbero tuttavia sfuggirti quegli aspetti del linguaggio più impercettibili ma, fondamentali.

Se invece non sei un tipo creativo non preoccuparti perché la scrittura non è soltanto una forma d’arte che scaturisce dal talento per pochi spiriti eletti. È anche una forma d’artigianato che può essere levigata con un lavoro di “politura”.

Se leggerai con attenzione questi 7 punti, riuscirai a scrivere qualsiasi tipologia di testo evitando facilmente grossolani errori.

Se ti riconoscerai nei punti citati, non sentirti in colpa. Non sei il solo. Oggi è davvero semplice compiere errori o refusi, poiché l’evoluzione di mezzi di comunicazione ci porta verso una scrittura “liquida” e frettolosa. Non sempre l’auto-correttore evidenzia le imprecisioni. Tuttavia si fa sempre in tempo a migliorare ed è per questo che ho deciso di scrivere questo articolo per Te!

Ma veniamo al sodo.

Orbene, ecco il I dubbio più frequente tra gli scriventi nel web:

2. Errori i più frequenti,come evitarli

 Si scrive “un po’ un po o un pò?

È o ‘E/E’?

Anche se scorrette, forme come “po’/po” al posto di “po’” e “’E/E’ con l’apostrofo per indicare “É” sono sempre più diffuse in rete. Non mi riferisco soltanto ai blog o ai forum ma anche a comunicati stampa, a report aziendali o volantini pubblicitari.

Nel caso di “po’” si usa l’apostrofo perché si tratta di un’elisione dovuta al troncamento di “poco”. Talvolta  i dispositivi di telecomunicazione nel sistema di scrittura T9 non riconoscono la grafia corretta e segnano in automatico quella errata con l’accento, traendo in inganno lo scrivente inesperto. Per questo vale la pena compiere alcune operazioni per registrare nel nostro smartphone la giusta grafia.

Nel caso di “’E” al posto di “È” l’errore grafico spesso è dovuto alla difficoltà degli scriventi di trovare il carattere maiuscolo accentato nella tastiera. Se anche tu hai questa difficoltà, ti basta andare nella “barra dei menu” e cliccare il tasto “inserisci”. Oppure in maniera molto più semplice e veloce puoi usare un piccolo TRUCCO di cui spesso mi servo io stessa per facilitarmi: ti basta inserire la forma minuscola, evidenziarla e renderla maiuscola mediante il tasto “ingrandisci” nella “barra degli strumenti”.

 

 Accento: grave o acuto?

In genere, quando scriviamo su carta, non prestiamo attenzione al tipo di accento ma lo segniamo come un trattino obliquo “graffiato” distrattamente sulla vocale finale. Ma nella lingua italiana le cose non stanno esattamente così. Se vogliamo che il nostro testo sia scritto in maniera impeccabile, è importante mantenere le differenziazioni dell’accento che troviamo indicate nella tastiera, in particolare in alcuni contesti e con alcuni determinati interlocutori. Il tuo sogno è lavorare in una grande casa editrice? Vuoi inviare una lettera di presentazione ad un editore?

Questi sono proprio quei tipi di interlocutori con i quali dobbiamo stare molto attenti ai particolari. Oltre ovviamente a cosa scriveremo saranno focalizzati sul “come”, in particolare se ci stiamo candidando alla posizione di “correttore di bozze” in cui si richiede un occhio particolarmente attento.

Fidati, un testo ben scritto e redatto in maniera corretta anche dal punto di vista formale, sarà il TUO valore aggiunto. L’elemento distintivo che invoglierà il direttore a visionare il tuo curriculum. E magari a convocarti per un colloquio!

Nella lingua italiana esiste una distinzione importante tra le diverse tipologie di accento grafico che in alcuni casi consente di disambiguare il diverso significato di parole.

È il caso delle parole omografe (dal gr. omós «uguale» e gráphō «scrivo»): parole rappresentate nella scrittura dal medesimo significante sul piano grafico ma, diverse sul piano fonico.

In parole povere, si tratta di una sorta di omonimia tra termini scritti allo stesso modo, ma che si pronunciano diversamente e che hanno un significato diverso.

Per esempio:

  • vénti (numerale) pronunciato con la e chiusa, con accento acuto sulla vocale tonica.
  • vènti (correnti d’aria) pronunciato con la e aperta, con accento grave sulla vocale tonica.

 Si scrive perché o perchè?

Facciamo attenzione: l’ accento di perché “acuto”, non è lo stesso di caffè da “grave”. 

2. Errori i più frequenti, come evitarli

L’uso del “piuttosto che” con valore disgiuntivo

Il vero protagonista del momento, quello che fa piangere i linguisti sulla tomba di Manzoni è senza dubbio il “Piuttosto che”.

Non può sostituire “o/o” ma l’uso disgiuntivo è ormai una forma utilizzata continuamente, tanto da sentirla in televisione da giornalisti e conduttori di programmi.

Per esempio:

  • Vado al cinema piuttosto che al ristorante (intendiamo dire che preferiamo il cinema).
  • Vado al cinema o al ristorante (intendiamo dire che non abbiamo fatto una scelta precisa sul luogo in cui andare).

Nonostante l’uso del “piuttosto che” con valore disgiuntivo sia diventato di gran moda dobbiamo fare bene ad evitarlo sia nello scritto che nel parlato.

Secondo l’Accademia della Crusca è un vezzo di tipo lombardo, ma diviene davvero un malvezzo quando crea ambiguità nella comunicazione quotidiana, soprattutto in ambito lavorativo, quando il nostro capo ci dice di fare una cosa “piuttosto che” un’altra.

Se invece volete inviare un’e-mail ad un docente universitario di lettere che vi sta particolarmente antipatico e volete farlo saltare dalla sedia, potete usare questa espressione.

Assicuratevi però di non dover sostenere esami con lui in futuro.

 

“Le skill” o “le skills”? “I curriculum” o “i curricula”? “Social network” o “Social networks”?

È capitato a tutti Noi almeno una volta nella vita, o di certo se a qualcuno non è successo ancora prima o poi capiterà, di essere contattati da un responsabile delle Risorse umane in seguito alla candidatura ad un annuncio di lavoro.

L’ HR vi invita a sostenere un colloquio conoscitivo poiché a suo dire è stato effettuato lo “scrinning dei curricula” e vuole valutare le vostre “skills”. Ripensate al vostro curriculum, ai possibili errori commessi e venite improvvisamente presi dal panico. Cercate di mantenere la calma, tirate un sospiro. Sappiate che nel vostro curriculum non avete commesso alcun errore se avete scritto i termini anglofoni o parole latine nella forma al singolare. Secondo le norme dell’Accademia della Crusca infatti, tutte le parole straniere comprese assumono la forma invariabile quindi: SKILL NON SKILLS eccetto quando inserite tra virgolette o nella forma corsiva. Anche le parole latine possono essere trattate come forestierismi e prevedere la forma invariabile curriculum. Sorridete e andate al colloquio sereni, i vostri curriculum sono perfetti.

 

 Settimana prossima

L’omissione dell’articolo davanti al sintagma “settimana prossima” si è diffusa nel parlato tanto da divenire frequente anche nella scrittura per analogia con espressioni inglesi come next weeknext monthlast year, ecc. Ma se parliamo con un purista e vogliamo essergli simpatico, evitiamogli questa sofferenza.

 

Un E-mail, una E-mail o un’ E-mail una Mail?

 E-mail in informatica, dalla forma contratta dell’inglese electronic mail, designa la “posta elettronica” Per estensione indicare anche il messaggio trasmesso con tale mezzo.  Sono quindi corrette le forme un’ E-mail, una E-mail o una Mail.

È invece scorretta la forma “un e-mail” poiché come attestato dal Grande dizionario italiano dell’uso di Tullio De Mauro la parola in italiano è un sostantivo femminile invariabile!

2. Errori i più frequenti, come evitarli

La 7 regola: Una riflessione “metalinguistica”

 Oggidì, ci capita spesso di leggere in rete, nei forum, sui social, lamentele degli scriventi cibernauti in merito al progressivo impoverimento della lingua italiana.

E come funghi, vediamo spuntare in ogni buco del web gruppi, forum e pagine social in sua difesa.

Certo errare è umano, e poi diciamolo l’italiano è una lingua difficile, ma ci sono errori che tuttavia possiamo evitare con un piccolo TRUCCO.

 

Ora voglio finalmente rivelarvi il SEGRETO…

 L’italiano è una donna bellissima dal volto antropomorfo. Capricciosa. Smorfiosa. Pesante. Complicata. Mutevole. Instabile. Molti si illudono di conoscerla, ma pochi riescono a penetrare la sua multiforme totalità. Solo chi ha tanta pazienza e totale dedizione.

E noi,che tutto questo tempo da dedicarle non lo abbiamo.

Noi, che non siamo né linguisti né, né filologi, come possiamo scrivere bene, senza commettere alcun errore e senza imbarazzo?

 Ecco che vi svelerò il segreto per scrivere efficacemente in maniera semplice e veloce, senza imparare a memoria tutte le grammatiche. L’unica regola che racchiude in sé tutte le teorie e che io stessa uso ottenendo ottimi risultati.

Il segreto è molto più semplice di quanto si pensi. Basta usare la lingua come uno strumento da maneggiare con cautela ed attenzione, con umiltà e senso di responsabilità.

Usarla con consapevolezza e al meglio delle nostre possibilità evitando di ricorrere a termini anglofoni, quando possiamo semplicemente ed elegantemente indicare gli stessi concetti in italiano.

Avere dubbi è lecito, anzi importantissimo! Per scrivere al meglio che possiamo dobbiamo essere sempre pieni di dubbi da verificare ed eliminare ma MAI SOTTOVALUTARE! Se siamo convinti di aver raggiunto la piena padronanza della lingua, ATTENZIONE l’errore è proprio lì dietro l’angolo!

Ne consegue che se vogliamo salvaguardare la sopravvivenza dell’italiano e la sua “biodiversità linguistica”, la strada non è di certo il fanatismo e la difesa di essa in rete…La grammatica non è una norma immutata e immutabile. Si evolve a seconda delle abitudini linguistiche dei parlanti, soggetta a modifiche nel tempo.

Come affermano gli studiosi: “La lingua parlata da qualcuno e la sua identità come parlante di quella lingua sono inseparabili”.

Siamo NOI, i parlanti, la sorgente di vita della Nostra lingua.

Il vero segreto, la vera “sofia” per non cadere in errore, è custodirla con umiltà e amore per non perdere con essa nostra identità.

Rosa Auriemma

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